A sette anni dall’esplosione del conflitto nello Yemen, continuiamo a operare offrendo assistenza umanitaria alla popolazione colpita

 

 

Sette anni di guerra, fame e povertà. Nessuna prospettiva di pace all’orizzonte per lo Yemen, piegato dal conflitto esploso nel 2015 che, dopo un breve periodo di apparente sospensione, non smette di alimentare la peggiore crisi umanitaria al mondo. Si contano 380mila vittime. Di queste, il 60% è composto da persone che hanno perso la vita per le conseguenze indirette del conflitto, come fame e malattie prevenibili. Tra le conseguenze più drammatiche della guerra c’è anche la malnutrizione. La carenza di beni primari e il conseguente rincaro dei prezzi hanno determinato un profondo aumento dell’insicurezza alimentare, in particolare tra la popolazione più povera, quella che non ha le risorse per accedere al cibo. Oltre 5 milioni di persone soffrono di malnutrizione acuta. Di queste, circa 2.3 milioni sono bambini con età inferiore a cinque anni.

 

Ad esacerbare la già preoccupante situazione si inserisce la crescente emergenza sanitaria. Le strutture mediche non funzionanti o completamente distrutte dagli scontri, non riescono a garantire cure mediche di base alla popolazione, mentre epidemie di poliomielite, colera, dengue, morbillo e difterite continuano a dilaniare il Paese. A queste, si è poi aggiunto il COVID-19. La crisi yemenita prosegue da sette lunghi anni mentre aiuti e finanziamenti gradualmente diminuiscono. Lo scorso anno sono stati raccolti meno di due terzi dei 3.9 miliardi di dollari che erano stati considerati necessari per finanziare la risposta umanitaria nel Paese. Di questo passo, senza finanziamenti adeguati, 11 milioni di persone rischiano di soffrire la fame e di non avere più garantito l’accesso all’acqua e ai servizi igienici.

 

L’intervento di INTERSOS nel Paese

 

A fronte dell’entità del conflitto e di numeri sempre più drammatici che raccontano di una popolazione allo stremo, l’aiuto umanitario diviene priorità assoluta per aiutare il maggior numero di persone. INTERSOS è nei governatorati del Sud e del Nord dal 2008 e non ha mai smesso di offrire assistenza alle fasce più vulnerabili della popolazione. Il nostro intervento garantisce servizi di assistenza sanitaria e nutrizionale, principalmente attraverso il supporto alle strutture ospedaliere esistenti, ma anche la fornitura di acqua, servizi igienici e beni di prima necessità. A questo si aggiungono le attività di protezione e assistenza psicosociale svolte dallo staff di team mobili che raggiungono la popolazione più lontana: nel solo 2021 sono 450mila le persone raggiunte con servizi di supporto psicologico, legale e assistenza finanziaria.

 

In seguito all’emergenza causata dal COVID-19, abbiamo preso parte alla campagna di vaccinazione COVAX, supportando la somministrazione diretta dei vaccini attraverso la gestione di due centri vaccinali nello stato di Lahj, nel Sud del Paese. A fine dicembre 2021 il nostro personale è riuscito a somministrare la prima dose a circa 2.500 persone e ora, sono in arrivo 1,2 milioni di dosi che consentiranno un’accelerazione della campagna vaccinale. A sette anni dallo scoppio del conflitto, la presenza delle organizzazioni umanitarie come INTERSOS rimane, nel bene e nel male, l’unico argine al definitivo collasso del Paese. Un argine che tuttavia dipende dalla disponibilità di fondi sufficienti per continuare a garantire assistenza alla popolazione.

 

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