Partito il nuovo progetto INTERSOS a Siracusa. Un intervento sociosanitario mirato alla prevenzione dal contagio da Covid-19 nell’insediamento informale di Cassibile, e voluto insieme alla Regione Sicilia, in collaborazione con l’Asp siracusana.

 

 

Un team di INTERSOS costituito da un medico, due mediatori culturali, un operatore psico-sociale, a bordo di una clinica mobile, all’inizio di giugno ha cominciato a girare per la baraccopoli di Cassibile per informare i migranti senza fissa dimora sui rischi legati al contagio e sulle norme di prevenzione dal COVID-19, per effettuare screening sanitari e distribuire kit igienici contenenti gel e detergenti disinfettanti, prodotti per l’igiene personale e mascherine di cotone.

“Questo insediamento conta adesso circa 250 persone, tutti uomini, che vivono in baracche di legno coperte da teloni di plastica – spiega Roberto Roppolo, coordinatore del progetto di INTERSOS – ma a fine giugno, finita la stagione delle patate e delle fragole, molti braccianti si spostano per raggiungere la Puglia, la Campania o altre aree della Sicilia”.

Queste attività, che termineranno a fine luglio, rientrano in un programma più ampio che coinvolge, oltre alla Sicilia, anche altre regioni meridionali con cui sono in atto protocolli di intesa tra istituzioni e terzo settore per lo sviluppo di interventi nell’ambito dell’immigrazione. Il programma si chiama “Su.Pre.me. – Sud protagonista nel superamento delle emergenze” ed è finanziato dalla Comunità Europea con le risorse del Fondo Asilo Migranti Integrazione (Fami). INTERSOS, nell’ambito di Su.Pre.me, attualmente sta lavorando con i suoi medici e i suoi operatori anche in Puglia, dove è presente da oltre due anni nelle campagne del Foggiano, e sulla costa jonica della Calabria, nell’area di Crotone.

“Tutti i migranti che abbiamo incontrato finora – sottolinea Roppolo – ci hanno accolto con entusiasmo. La maggior parte di loro è informata sul COVID-19 e ha voluto farsi visitare prima di partire”.

 

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